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the Bed and Breakfast THE HOUSE AMONG OLIVE TREES have the pleasure to inform you that from 29/06/13 to 15/12/13 from RUBENS to MARATTA – The Baroque in the Marche Region

the Bed and Breakfast THE HOUSE AMONG OLIVE TREES  have the pleasure to inform you that from 29/06/13 to 15/12/13 from RUBENS to MARATTA – The Baroque in the Marche Region

the Bed&Breakfast THE HOUSE AMONG OLIVE TREES  have the pleasure to inform you  that from the 29/06/13 to 15/12/13 from   – Italy – Marche Regione  Osimo town –

Consiglio: Pernottamento e colazione a Civitanova Marche al b&b lacasatragliulivi e poi …dal  29/06/13 al 15/12/13 da RUBENS a MARATTA – MERAVIGLIE del BAROCCO nelle MARCHE - Osimo e  la  Marca  di Ancona

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EXHIBITIONS Title: Mostra “Da Rubens a Maratta” “Da Rubens a Maratta”

City: Osimo

Province: Ancona

Typology: exhibition

Description: The exhibition, sponsored by the Marche Region and the Municipality of Osimo, is taken care by Vittorio Sgarbi and is part of the project “The Baroque in the Marche Region.” Through the exhibiti on of  important paintings, tapestries, sculptures and sacred jewelery, the exhibition aims at investigating theintense artistic activity that, during the seventeenth century, affected the reality of Osimo and the March of Ancona. The main exhibiting location is Palazzo Campana, which offers the opportunity to admire the hall frescoed by Pomarancio, the artist called by the osimo cardinal to decorate the Treasure Room and the dome of the Basilica of  Loreto. The bishops of the local dioceses, often belonging to the most prestigious families of the Roman nobility, and above all the bishops present in Loreto, undertook extensive efforts in the embellishment of the churches within their jurisdiction, enriching the land with masterpieces by Pomarancio, Gentileschi, Guercino, Reni, Vouet, with precious artifacts, such as tapestries made on cardboard by Rubens, with fine sculptures and rare furnishings.

Location: Civic Museum, Palazzo Campana, Cultural Center of St. Sylvester
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Sedi espositive: Museo Civico – Palazzo Campana

Itinerari: OSIMO: Palazzo Gallo, Santuario di San Giuseppe da Copertino, Battistero, Museo Diocesano, Duomo – Chiesa di San Pietro, Chiesa di San Marco – CAMERANO: Chiesa di S. Francesco, Parrocchiale, Santa Faustina, Municipio – LORETO: Museo-Antico Tesoro della Santa Casa

Tempi  previsti per l’esposizione:  29 giugno / 15 dicembre 2013

COMITATO di STUDI: VITTORIO SGARBI, che presiede il  comitato di studio è  il curatore di questo evento di elevato interesse nazionale ed internazionale.

ORIGINE: http://www.mostrabarocco.it/

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Potrete ammirare L’ASSUNZIONE arazzo da Pietro Paolo Rubens alla Mostra “da Rubens a Maratta”, Osimo 29 Giugno – 15 dicembre 2013.

Un breve saggio del prof.Papetti, membro del Comitato di Studio, sugli arazzi del Museo Diocesano di Ancona

GLI ARAZZI RUBENSIANI DEL MUSEO DIOCESANO DI ANCONA
di Stefano Papetti
…..i tre splendidi arazzi di Bruxelles eseguiti sui cartoni approntati dal Rubens sono una rara testimonianza in terra marchigiana di un’arte, quella dell’arazzo, nata nelle Fiandre e dalle Fiandre diffusasi in tutta l’Europa, sia per approntare sontuosi parati liturgici che per decorare i palazzi dell’aristocrazia.
L’aver riconosciuto e segnalato questi straordinari capolavori rubensiani è uno dei tanti meriti dell’erudito conneisseur fermano Alessandro Maggiori, il quale nel 1821 dava alle stampe una guida della città dorica ricca di informazioni inedite e di attribuzioni lungimiranti. Avvezzo a frequentare gli ambienti artistici bolognesi e romani, collezionista fra i più avveduti di disegni antichi, il conte Maggiori poteva mettere in campo una profonda conoscenza nel campo delle arti figurative maturata attraverso letture assai aggiornate, viaggi di studio, amicizie con personaggi di primo piano della cultura italiana e supportata da un “occhio” ben esercitato.
Descrivendo le opere d’arte della chiesa del Sacramento di Ancona, che da pochi anni era stata rimodernata dall’architetto Ciaraffoni, Alessandro Maggiori ricorda anche che in un armadio sopra la sagrestia si conservavano quattro arazzi raffiguranti la “Ultima Cena”, la “Assunzione di Maria”, la “Resurrezione di Cristo” e la “Natività”, “… lavorati in Fiandra per iscudi 500 l’uno e che si espongono nelle rispettive solennità sopra l’altare principale”.
La dettagliata notizia relativa al luogo di esecuzione degli arazzi ed al loro costo deve essere stata tratta dall’archivio stesso della Confraternita del Sacramento, andato perduto durante il secondo conflitto mondiale, ma pur nell’impossibilità di verificare l’asserzione del Maggiori, non ci sono ragionevoli motivi per metterla in dubbio.
Si deve proprio alla consuetudine sottolineata dal Maggiori di esporli assai raramente, soltanto in occasione di particolari ricorrenze liturgiche, se essi sono giunti sino a noi in uno straordinario stato di conservazione, con i colori ancora squillanti come dovevano essere allorquando i “panni” vennero tessuti. Purtroppo le esigenze espositive, sebbene episodiche, imposero nel passato la rifilatura del margine inferiore che ha comportato la perdita delle marche relative al luogo di esecuzione e all’arazziere, che di norma venivano tessute lungo il bordo e che avrebbero rappresentato un aiuto assai prezioso per la datazione degli arazzi e per la sicura identificazione della manifattura.
Gli unici danni subiti da questi preziosi parati risalgono al periodo del secondo conflitto mondiale quando, arrotolati e conservati in una cassa depositata nella chiesa di San Francesco alle Scale, vennero lacerati dalle schegge di una bomba che riuscirono a perforare le pareti della cassa; a questi danni ha posto rimedio negli anni passati un attento intervento di restauro realizzato da Claudia Kusch che ha interessato tre dei quattro arazzi.
Purtroppo gli studi sin qui fatti non hanno chiarito quando essi siano giunti ad Ancona e chi sia stato il lungimirante committente che pensò di acquistarli per adornare la chiesa della Confraternita del Sacramento, San Marco del SS.Sacramento, che sorgeva in piazza della Repubblica ad Ancona: è lecito supporre che l’acquisto sia stato effettuato nella seconda metà del Seicento e che esso vada inquadrato nella fitta rete di scambi internazionali favoriti dalla presenza nel capoluogo dorico di numerosi mercanti nord europei.
Come ricorda Didier Bodart, Rubens svolse un ruolo di primo piano nel favorire l’evoluzione dell’arte dell’arazzo a Bruxelles, traghettando la produzione locale dal gusto tardo manierista a quello barocco e rinnovandone i modelli compositivi: le ampie superfici disponibili ben si adattavano infatti al conseguimento di effetti teatrali e magniloquenti, consoni al modo con cui Rubens era solito concepire le proprie composizioni in grande scala, con figure monumentali e sfondi architettonici di forte impatto scenografico.
La prima notizia relativa alla diretta partecipazione del pittore fiammingo alla esecuzione di cartoni preparatori per arazzi risale al novembre del 1611, quando il ricco mercante genovese Francesco Cattaneo gli ordinava un parato dedicato all’eroe romano Decio Mure, la cui esecuzione venne affidata agli arazzieri Frans Sweerts e Jan Raes II di Bruxelles.
Nel 1622 il pittore fiammingo si impegnava ad eseguire i cartoni preparatori per una serie arazzi sulla vita di Costantino che dovevano essere tessuti a Parigi, dagli arazzieri del Faubourg Saint Marceau, Comans e La Plache.
Questi due incarichi preludevano all’impegnativo compito assolto nel 1627, quando Rubens eseguiva i cartoni per la serie dedicata a celebrare il Trionfo dell’Eucarestia su incarico dell’infanta Isabella per il monastero delle Descalzas Reales di Madrid. Composto da venti pezzi, il Trionfo dell’Eucarestia venne donato al convento spagnolo da Isabella Clara Eugenia, figlia maggiore di Filippo II e di Elisabetta di Valois, governatrice dei Paesi Bassi insieme al marito Alberto d’Austria, ritratta dallo stesso Rubens in veste di terziaria francescana (Firenze, Palazzo Pitti): i cartoni predisposti dal maestro fiammingo vennero tessuti a Bruxelles da Jan Raes, Jacque Fobert, Jean Vervoert e Jacques Geubels e sviluppano un complesso programma iconografico al quale concorrono temi biblici, neotestamentari, allegorici e storici svolti in composizioni teatrali, inquadrate da colonne che creano un contesto monumentale per le solenni figurazioni disegnate dal Rubens.
La familiarità dell’artista con i maggiori arazzieri fiamminghi si intensificò in occasione del suo secondo matrimonio con Helene Fourmant, il cui padre, Daniel, era un ricco mercante di tessuti e di tappezzerie: al suocero si deve forse la commissione delle “Storie di Achille” tessute sui cartoni del genero.
La scelta dei quattro soggetti trattati negli arazzi di Ancona si inquadra nel clima culturale della Controriforma ed in particolare trova una piena corrispondenza con gli ideali teologici della Confraternita del Sacramento, istituita ad Ancona intorno al 1530 e posta dal 1538 sotto la protezione del Capitolo di San Giovanni in Laterano. Se infatti le grandi scene raffiguranti la “Istituzione dell’Eucarestia” e la “Resurrezione” esaltano in modo esplicito il valore eucaristico, anche gli arazzi che rappresentano la “Natività” e la “Assunzione della Vergine” mettono in rilievo il ruolo centrale di Maria nel percorso salvifico, contro gli attacchi dei protestanti.
In un puntuale studio sui riferimenti pittorici degli arazzi rubensiani di Ancona, Anna Pianosi ha segnalato sin dal 1989 le relazioni che legano le scene tessute ad alcuni bozzetti e dipinti di analogo soggetto eseguiti da maestro fiammingo: per la “Istituzione dell’Eucarestia” la studiosa propone un confronto con un modello del Museo Puskin di Mosca e con la tela della Pinacoteca di Brera, eseguita da Rubens nel 1631 per conto di Caterina Lescuyer per la chiesa di San Romualdo a Malines. Per la “Assunzione” invece la Pianosi individua in un modelletto delle collezioni reali inglesi il motivo di partenza, utilizzato anche con molte varianti per la successiva pala del Kunsthistorisches Museum di Vienna, commissionata dai Gesuiti di Anversa per la chiesa di San Carlo Borromeo.
In ogni caso è opportuno sottolineare il ruolo di divulgazione delle composizioni rubensiane svolto dalle incisioni che lo stesso maestro faceva eseguire sotto la sua diretta sorveglianza per diffondere la conoscenza della propria opera pittorica: grazie a questo medium, le opere del pittore di Anversa potevano essere sfruttate anche nell’ambito degli ateliers degli arazzieri, contribuendo così ad alimentare il mito di Rubens ben oltre la sua scomparsa dalla scena artistica internazionale.

Prof. Stefano Papetti
(direttore del Museo Civico di Ascoli Piceno)

fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=497600883632765&set=a.473816909344496.107167.473604032699117&type=1&theater

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Maratti (o Maratta), Carlo. – Pittore (Camerano 1625 – Roma 1713) . Nel 1650 esordì con la Natività (Roma, S. Giuseppe dei Falegnami) che attesta la sua adesione alla tendenza classicheggiante del tardo barocco romano.

Fonti:

1) http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-maratti/.

2) https://www.facebook.com/photo.php?fbid=496231030436417&set=a.473816909344496.107167.473604032699117&type=1&theater

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Osimo barocca: Fonte battesimale (realizzato tra il 1622 al 1629) – Battistero. By Monica Maurino

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Artist: Peter Paul Rubens Flemish, Baroque, 1577-1640 Title: The Elevation of the Cross
Completion Date: 1610 Style: Baroque Genre: sketch and study Gallery: Private Collection The Elevation of the Cross is a triptych panel painting, depicting many rippling-muscled men lifting Jesus in the Cross. This painting clearly shows the influence of Michelangelo, Caravaggio, and Tintoretto, all of whose paintings influenced Rubens a great deal. Rubens completed the painting after returning to Flanders from Italy, after the death of his mother in 1608. This painting, along with The Descent of the Cross, was taken from Belgium by Napoleon, but they were later returned at the end of the 19th century. They are both now located in the Cathedral of Our Lady in Antwerp. Wikipedia

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ANGELO CAROSELLI, La Negromante, olio su tela, sec. metà sec. XVII, Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona.

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MARIO NUZZI DETTO MARIO DE’ FIORI (Roma 1603 – 1673) E CARLO MARATTA (Camerano 1625 – Roma 1713), “L’Estate”, olio su tela 1658-1659, Palazzo Chigi di Ariccia, Roma

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CARLO MARATTA, Madonna con San Francesco di Sales, olio su tela, Ancona, Pinacoteca Civica F. Podesti (da questo dipinto è stato tratta l’immagine della Mostra) 

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Christ with Saints in Glory… Preti’s masterpiece at the Prado coming to Malta this coming May! – Cristo in Gloria con Santi … il capolavoro del Prado di Madrid esposto a Taverna!

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Il giudizio di Salomone del Pomarancio (Cristoforo Roncalli, detto) (Pomarance, Pisa 1552 – Roma 1626) Salone delle Feste di Palazzo Gallo – Osimo (AN)
L’imponente palazzo, dal 2006 proprietà e sede della Cariverona Banca, fu edificato agli inizi del XVII secolo per volontà del cardinale Antonio Maria Gallo, vescovo di Osimo dal 1591 al 1620, Cardinale del titolo di S.Agnese, protettore della Santa Casa di Loreto e Legato in Romagna
Il salone delle feste e dei ricevimenti presenta, perfettamente conservato, un soffitto a botte mirabilmente affrescato da Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio (1552-1626).
Al centro del soffitto è raffigurata la scena biblica del “Giudizio di Salomone”, fiancheggiata da due grandi figure allegoriche della “Sapienza divina” e della “Grazia”; tutt’intorno si trovano, in corrispondenza dei lati maggiori, altre sei figure simboliche, racchiuse entro cornici triangolari, a tutt’oggi oggetto di interpretazione: la “Giustizia”, la “Vanità” (o “Verità Storica”), la “Pace” (o l'”innocenza”), la Diligenza (o la “Conoscenza”); mentre in corrispondenza dei lati minori, l'”Angelo della Croce e l'”Angelo della Cornucopia”.

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Barocci: Brilliance and Grace opens on Wednesday. Explore altarpieces, stunning preparatory drawings, devotional paintings and portraits – some never before seen outside Italy! Book your tickets today http://ow.ly/hXDu1

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